esodo giuliano-dalmata ,
L’accoglienza dei profughi A ravenna

Introduzione

Il Giorno del Ricordo, celebrato il 10 febbraio, è stato istituito con L. 30 marzo 2004, n. 92, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e della più complessa vicenda del confine orientale. La data prescelta è il giorno in cui nel 1947 fu firmato il trattato di Parigi che assegnava alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia − in precedenza facenti parte dell’Italia − e lasciava indefinita la sorte di una piccola striscia costiera comprendente la città di Trieste − il Territorio Libero di Trieste (TLT) − in cui si prevedeva di costituire uno stato indipendente sotto la protezione delle Nazioni Unite. Di fatto, però, lo stato indipendente non venne mai costituito e il territorio restò diviso tra una zona A, retta da un’amministrazione militare alleata, e una zona B, sotto un’amministrazione militare jugoslava.

Questa mostra virtuale intende offrire una panoramica delle fonti per la storia dell’esodo giuliano-dalmata conservate presso l’Archivio di Stato di Ravenna.

L’esodo della maggior parte della popolazione italiana dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, è uno dei momenti più drammatici e tormentati della storia contemporanea del nostro Paese. Si è trattato un fenomeno lungo, durato dal 1944 al 1958, che ha attraversato diverse fasi ed è per questo che la storiografia parla di esodi, al plurale. Attraverso la cospicua documentazione conservata nei fondi Ufficio Provinciale dell’assistenza postbellica di Ravenna, Prefettura di Ravenna – Gabinetto, Questura di Ravenna – Gabinetto, Ente comunale di Assistenza di Ravenna (ECA) e Genio Civile di Ravenna, è possibile ricostruire le vicende dei profughi giuliano-dalmati in transito o stanziati nel territorio provinciale e dei provvedimenti adottati, in particolare, nel Comune di Ravenna.

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