Oltre all’erogazione di sussidi, vengono messi in atto altri tipi di assistenza tra cui quella di tipo alimentare.
Con circolare n. 427 dell’8 dicembre 1945 il Ministero dell’assistenza post-bellica prescrive l’attuazione di un sostegno alimentare attraverso l’istituzione di mense collettive per i reduci, i partigiani e i civili vittime della guerra. A Ravenna, fin dal maggio 1945, fu l’UDI (Unione Donne Italiane) ad aprire un “Posto di Ristoro” per militari di transito e reduci, e una mensa per i profughi.
Nel luglio 1946, in previsione del passaggio a Ravenna di profughi provenienti dalla Venezia Giulia e dalla Dalmazia, l’Ufficio Provinciale di Assistenza Post-Bellica si attiva per stipulare una convenzione con la mensa dell’Ente Nazionale Assistenza Lavoratori (ENAL) e creare così un posto di ristoro per i profughi di passaggio. La convenzione, stipulata nel 1947 dopo l’approvazione alquanto sofferta da parte del superiore Ministero, stabilisce la fornitura di un pasto giornaliero composto da 150 gr. di minestra, 150 gr. di pesce o carne con contorno, 150 o 200 gr. di pane da corrispondere a tutti i profughi giuliani e dalmati di passaggio nella città di Ravenna.
Convenzione con l’ENAL per l’istituzione di un posto di ristoro – 1
ASRa, Ufficio provinciale di assistenza post-bellica, b. 3, fasc. 1
Il costo, inizialmente fissato a 60 lire, è ridotto a 55 lire per ordini del Ministero. L’ENAL, pur sottolineando l’impossibilità di confezionare un pasto sufficiente al nutrimento ad un costo così basso, accetta ugualmente la variazione proposta “per venire incontro a quei profughi che necessitano dell’aiuto e della comprensione di tutti gli Enti assistenziali”.
Convenzione con l’ENAL per l’istituzione di un posto di ristoro – 2
ASRa, Ufficio provinciale di assistenza post-bellica, b. 3, fasc. 1