Uno dei primi documenti inseriti nel fascicolo è l’estratto della relazione della Questura.
“Verso le ore 1.30 la Federazione veniva attaccata da un forte di fascisti […] circa 150 i quali […] penetravano nella Federazione. […] I fascisti si diedero a distruggere quanto loro capitava davanti e poi immediatamente con lancio di bocche incendiarie ed altre materie infiammabili appiccarono fuoco al fabbricato”
“l’ora tarda della notte ed il trambusto prodotti per lo avvenimento di grave importanza non consentirono […] di poter procedere alla identificazione degli autori materiali del delitto” “Non si potette aver presto ragione delle fiamme.[…] La Federazione ha denunciato altresì il trafugamento di molte carte d’ufficio”
“Il nuovo luttuoso avvenimento [la morte del fascista Grossi] faceva ripiombare nel lutto la città [… ] era a prevedersi che i fascisti non avrebbero lasciata invendicata la morte del proprio compagno. […] I fascisti infatti […] giungevano numerosi nel borgo S. Rocco […] non avendo potuto svolgere la propria opera dove era radunata la forza pubblica, sparsi per i sobborghi della città […] compirono la loro opera di devastazione”.
“Nel corso della notte dal 19 al 30 e nello stesso giorno del 30 in vari altri comuni limitrofi si sono verificati altri incidenti”.
L’assalto alla sede della Federazione delle Cooperative
- Il contesto economico e sociale
- I disordini politici in Romagna dal 1920 al 1921
- Ravenna, 26 luglio-1 agosto 1922. I fatti e le fonti
- Il fascicolo del Giudice Istruttore: la deposizione di Nullo Baldini
- Il fascicolo del Giudice Istruttore: la perizia dei danni
- Il fascicolo del Giudice Istruttore: la sentenza
- Dopo l’assalto