La sentenza è intestata a “Ignoti imputati di incendi commessi in Ravenna […] in pregiudizio della Federazione delle Cooperative ed altri circoli”. Il suo esito è da considerarsi oggi disarmante: “Poiché i fatti furono manifestamente commessi per fine nazionale e determinati da movente politico […] dichiara non doversi procedere perché estinta l’azione penale per effetto di amnistia”.
Il riferimento è a al Regio Decreto n. 1641 del 22 dicembre 1922, una delle diverse amnistie concesse dal regime, che all’art. 1 recita: “È concessa amnistia per tutti i reati preveduti nel Codice penale, nel Codice penale per l’esercito, nel Codice penale militare marittimo e nelle altre leggi, anche finanziarie, commessi in occasione o per causa di movimenti politici o determinati da movente politico, quando il fatto sia stato commesso per un fine nazionale, immediato o mediato.“
Anche l’attribuzione a ignoti dell’intero fascicolo può far capire quanto il clima politico, culturale, e istituzionale fosse incredibilmente diverso da quanto potremmo aspettarci oggi.
L’assalto alla sede della Federazione delle Cooperative
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